Da dove arrivano, perché soffiano e cosa portano?

Eh bella domanda, dico a me stessa! Ogni tanto ci risiamo, come se non potessimo fare a meno di guerreggiare, a volte in punta di fioretto, a volte in maniera volgare e ripetitiva, altre volte ancora passando già dalla violenza delle parole alla violenza dei fatti.

Da dove arrivano questi venti se non dal buco nero nel cuore dell’uomo?

Non può esserci guerra fuori se non c’è guerra dentro di noi. Certamente non siamo noi ad innescare i vari focolai di guerra che si accendono sul pianeta ma tutte le volte che accusiamo, tutte le volte che riversiamo la colpa su qualcun altro, tutte le volte che ci giustifichiamo e che ci lamentiamo …. Ecco questo è il nostro modo ordinario di alimentare conflitti, avversità e profezie di sventura. Ormai non ce la possiamo più raccontare scaricando sull’esterno la responsabilità di ciò che accade ed è ora di prendere piena consapevolezza e quindi totale responsabilità per tutto ciò che manifestiamo consapevolmente o meno nella nostra vita.

Potrebbe essere una bella notizia!

Sì, in effetti lo è, se prendiamo coscienza che il nostro compito più grande è quello di fare pulizia dentro di noi, ripulire il nostro essere da tutta l’immondizia che lo abita e che genera il virus della guerra. È ora di intraprendere questo viaggio del conosci te stesso antico come il mondo!

Viaggiare leggeri, puliti, nella luce… questo è lo stato che ci meritiamo e che solo attraverso una scelta cosciente possiamo acquisire per creare il mondo migliore che tutti sogniamo.

Eh, ma io cosa c’entro con i venti di guerra che soffiano da una parte all’altra del pianeta?

C’entro, eccome se c’entro! Faccio parte della famiglia umana che è una sola cosa, che è una sola cosa con l’energia universale, che è una sola cosa con tutti gli altri regni, animale, vegetale e minerale. Come posso sentirmi separato, impotente e/o indifferente rispetto a tutto ciò che accade se ne faccio parte?! Certamente ognuno di noi in coscienza sa quanta guerra si porta dentro,  contro se stesso, contro uno o più membri della famiglia, il capo, l’ex amico, l’ex marito o l’ex moglie, il collega o il vicino di casa… Ecco cominciamo da qui, dal mettere pace dentro noi stessi, dal mettere pace dentro ogni relazione, dall’augurare il bene al nostro peggior nemico, se lo abbiamo; cominciamo da noi col mettere pace nei nostri pensieri nelle nostre parole e quindi nelle nostre azioni.

Vogliamo fare la differenza? Stiamo davvero perseguendo il maggior bene comune?

E allora diamoci da fare, non è più tempo di aspettare, è tempo di darci una bella svegliata, di capire che è arrivato il momento che ognuno di noi si liberi della guerra che si porta dentro.

Lo so che molti diranno che non sentono nessuna guerra interiore, ma quando parlo di guerra intendo anche un solo moto di stizza per questo o quello, per le fesserie per le quali ci irritiamo giorno per giorno; non ci sono solo le grandi guerre, ci sono quelle sottili, latenti, nascoste persino a noi stessi… Allora forza “apriamo tutti i cassetti, spalanchiamo le finestre…” come diceva Benigni quando ci invitava alla ricerca della felicità, e diamo luce! Quando avremo il coraggio di riconoscere, osservando con amorevole distacco, le nostre reazioni quotidiane, lì avremo già vinto la battaglia perché saremo in grado di correggerci e il senso di appagamento che ne deriverà ci porterà alla vittoria su noi stessi, ci porterà a governare pienamente il nostro essere affinché possiamo davvero creare una realtà di Amore e di Luce.

Difficile accettare che ognuno abbia il proprio piano divino?

Eh sì, a volte è molto difficile e per varie ragioni. Per esempio, perché siamo abituati a pensare alla morte come una fine e non come un continuum su un altro piano dell’esistenza. Perché non sappiamo ascoltare il nostro corpo quando ci segnala sintomi che, se solo fossimo connessi pienamente con lo spirito che lo abita, sapremmo per tempo di dover curare raddrizzando la barra, per non dover correre poi faticosamente ai ripari. Perché quando incorriamo in cadute, incidenti, sconfitte siamo noi a creare quel che ne consegue, non ci sono conseguenze uguali per tutti. Alcuni si svegliano da un coma rinati, altri passano dal fallimento per manifestare il successo, altri ancora semplicemente cadono perché devono imparare a rialzarsi. Io ormai so profondamente dentro di me che ognuno di noi ha il proprio piano divino e, anche se a volte faccio ancora fatica ad accettarlo quando le cose si fanno dure e toste, ho una fede incrollabile che ci sia, so che c’è e sta nel disegno complessivo che può essere solo un infinito disegno di Luce e Amore.

Se così è cosa possiamo fare?

Anche qui, possiamo fare tante cose. Potremmo cominciare con l’Essere grati per tutto ciò che ci accade nonostante tutto e a prescindere da tutto. Grati, profondamente grati, significa sentire il cuore che scoppia di gratitudine. Da quello stato potranno nascere solo conseguenze virtuose, di luce.

Cos’altro possiamo fare? Mentre attiviamo l’osservatore che è in noi per ripulirci dalla zavorra di inutili emozioni negative, possiamo anche inviare Luce e Amore a tutto il pianeta, alle zone in cui i venti di guerra sembrano soffiare più forti, alle zone vicine o lontane dove la sofferenza prevale, dove l’abuso è ancora di casa, dove il dolore abita i cuori. Ai cuori e alle menti dei politici e delle stanze di potere di tutte le nazioni, dove troppo spesso abitano avidità, vanagloria e interesse personale.

Come si fa? 

Semplice! Si prendono per cominciare tre minuti del nostro prezioso tempo, tre minuti rubati ai social, tre minuti al giorno sottratti a coltivare pensieri inutili, tre minuti tolti all’affanno.

POSOLOGIA E IMPIEGO: 1 minuto per 3 volte  al giorno. Chiudiamo gli occhi , ringraziamo per tutto quel che c’è e immaginiamo il pianeta avvolto dalla luce, una luce straordinaria, meravigliosa, brillante, la Luce di Dio, Yahweh, Allah, Shiva…secondo le credenze di ognuno sapendo però che stiamo parlando della stessa Energia.

Ecco, questo è ciò che dovremmo fare smettendo di preoccuparci e cominciando a occuparci, semplicemente occuparci… arriverà ben presto il giorno in cui lo faremo tutti insieme e allora sì che sprigioneremo una potenza d’amore che sarà in grado di trasmutare qualsiasi situazione inferiore alla perfezione.

Se tra coloro che leggono ci fosse qualche risolino accompagnato da frasi o pensieri del tipo “eh vabbè dai fosse così semplice!”, rispondo con amore: “Fallo! Credendoci con tutto il tuo essere”.

E già sarebbe un miracolo questo, ma se lo faremo tutti, allora sposteremo le montagne.

Se avrete fede pari a un granellino di senape, potrete dire a questo monte: Spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile». Matteo 17, 14-20. 

 

Non c’è guerra più santa che quella di aggiustare noi stessi