Dreamers Day

Vuoi Scoprire la Relazione tra le tue Identità e la tua Performance?

Happiness is an inside job – Sandro Formica

Dreamers Day

Hai mai pensato all’identità che hai creato di te stesso o di te stessa?

 

Quando faccio questa domanda, molti mi rispondono che non hanno creato alcuna identità.

 

Allora procedo, iniziando a parlare con i miei interlocutori per qualche minuto per far affiorare le molteplici identità che sono state create. Durante le brevi conversazioni che abbiamo, prendo qualche appunto concentrandomi sulle parole che mi vengono dette, tra le quali, ad esempio, ci sono: “viaggiatore”, “intelligente”, “corteggiatore”, “madre di famiglia”, “affarista”, “pigro”, “arrabbiata”, “in carriera”, ecc.

 

Ognuno di noi, senza eccezioni, si associa a una serie di identità a seconda del ruolo che riveste in quel momento all’interno della società in cui opera — tra amici, in famiglia, al lavoro, in vacanza, economicamente, fisicamente. I suoi comportamenti, inesorabilmente, riflettono quell’identità. Come viene creata un’identità? E cos’è che l’alimenta?

 

IL POTERE DEL PENSIERO

Partiamo dal pensiero. La tua mente produce da 50 a 75 mila pensieri al giorno e che oltre il 90% di questi pensieri si ripete, giorno dopo giorno. il pensare gli stessi pensieri rafforza le sinapsi già esistenti e ci porta a fare le medesime scelte.

 

Le identità che scegliamo, consapevolmente o inconsapevolmente, funzionano come un libretto delle istruzioni che ci spiega come dobbiamo comportarci e reagire in certe situazioni sulla base dell’identità  che abbiamo scelto. Ad esempio, se siamo portati a vedere il mondo che ci circonda come “negativo” e “problematico” e creiamo un’identità da insoddisfatti, saremo attratti dalle persone e dalle circostanze che supporteranno la nostra identità. Ascolteremo il telegiornale concentrandoci sulle notizie negative e attrarremmo persone e circostanze negative e problematiche.

 

Se invece avremo un’identità da genitore, quando andremo al centro commerciale, ci concentreremo quasi esclusivamente sui prodotti e i servizi da acquistare che sono rivolti ai bambini, ignorando tutti gli altri beni di consumo, anche quando sono di fronte ai nostri occhi. Chi, invece, entra nello stesso centro commerciale con un’identità da professionista sarà più concentrato sui prodotti e servizi che supportano ed enfatizzano quell’identità.

 

Quali sono le conseguenze dell’avere una o più identità?

Come ci spiega Joe Dispensa, creiamo dei circoli viziosi che è molto difficile interrompere. Infatti, nel coltivare la medesima identità, rimaniamo confinati a fare le medesime riflessioni. Queste riflessioni, quando ripetute, ci portano a fare le stesse scelte. Le stesse scelte poi creano gli stessi comportamenti. A loro volta, i comportamenti, ripetuti nel tempo, creano le medesime esperienze. E queste esperienze poi creano le stesse emozioni che, a loro volta, fanno scaturire gli stessi pensieri.

 

Una ricerca scientifica ha testato l’effetto dell’identità di studentesse asiatiche sulla performance scolastica. Prima di sostenere un esame di matematica, alle studentesse è stato chiesto di focalizzare la loro attenzione sul fatto di essere donne. In un’altra occasione, gli è stato chiesto di focalizzare la loro attenzione sul fatto di essere asiatiche, sempre prima di sostenere un esame di matematica di difficoltà equivalente all’esame precedente. I risultati dei test hanno evidenziato che la performance delle studentesse diminuisce quando viene enfatizzata la loro identità di donna e aumenta quando invece è enfatizzata la loro provenienza dal continente asiatico. Altri studi e ricerche hanno confermato che le nostre identità hanno il potere di essere potenzianti o depotenzianti, a seconda del ruolo o del compito da svolgere.

 

CAMBIARE LA TUA IDENTITÀ

Ora, se le tue identità ti soddisfano… tienitele tutte! Se, invece, ci sono alcune identità che creano sofferenza, preoccupazione o insoddisfazione, allora è il caso di pensare a cambiarle. Cambiare un’identità non è semplice, considerando che è stata rafforzata e nutrita da sinapsi che hai ripetuto per anni o decenni, centinaia o migliaia di volte al giorno. Il primo passo da fare per cambiare un’identità è la consapevolezza dei pensieri che fai. Se ti accorgi che continuano a cibare un’identità che non vuoi più, interrompilo prima di finirlo e cambialo con un nuovo pensiero che, magari, supporta un’identità opposta o comunque diversa da quella che vuoi eliminare.

 

Un’altra soluzione adatta a “dis-creare” un’identità non voluta è un cambio, a volte radicale, di vita. Ad esempio, nel corso della mia vita, per due volte ho lasciato il mio posto di lavoro per non essere troppo influenzato dall’identità di “professore universitario”. Durante la prima interruzione, durata quasi un anno, ho passato la maggior parte del tempo immerso nella natura ed ho piantato oltre 1.800 tra piante, fiori e arbusti. La seconda interruzione è durata ben due anni, durante i quali ho dedicato una parte importante del mio tempo alla meditazione, visualizzazione e all’auto-ipnosi, oltre a viaggiare e a perseguire il mio proposito di vita.

 

Il risultato di entrambe le interruzioni è stato straordinario in quanto mi ha dato la possibilità di fare molta più chiarezza nella mia vita. Mi ha aiutato a capire la strada da seguire per raggiungere una maggiore soddisfazione. Ha messo in risalto i miei valori e mi ha permesso di identificare strumenti e strategie più efficaci e sostenibili per soddisfare i miei bisogni.

 

Lasciare andare le identità alle quali ci siamo aggrappati per anni è spesso un gesto che ci libera da schemi che ci tengono prigionieri di mentalità e comportamenti che non ci rappresentano più. È un’opportunità per vivere una vita che rispecchia chi siamo veramente

 

BIBLIOGRAFIA: Margaret Shih, Todd L. Pittinsky & Amy Trahan (2006) Domain-specific effects of stereotypes on performance, Self and Identity, 5:1, 1-14.

PROFESSORE DI FELICITÀ E SCIENZA DEL SÉ Sandro Formica vive ogni giorno in allineamento con il proprio proposito di vita: Integrare la scienza della felicità nelle aziende, università, scuole e istituzioni pubbliche. Il suo modello di cambiamento è volto all’allineamento e all’integrazione di un percorso individuale — Life Management Project…