Dreamers Day

Uno shock

Francesca Del Nero

Dreamers Day

Uno shock

 

Sono cresciuta, come penso la maggior parte di noi tutti, pensando che le istituzioni siano a servizio dei cittadini. In effetti non è un vero e proprio pensiero, semplicemente ti sembra naturale che sia così e se qualcosa non va pensi che le istituzioni stesse stiano facendo del loro meglio, pensi che le cose da sistemare siano così tante che non si possono ottenere risultati tutti insieme e che bisogna avere pazienza e fiducia che una cosa alla volta si metterà tutto a posto. Dall’occupazione alla salute, dalla giustizia all’ambiente, dall’economia all’istruzione pensi che

tutto prima o poi si allinei per il meglio affinché la democrazia regni sovrana e tutti stiano piano piano sempre meglio. Sarebbe come avere degli angeli custodi che quindi pensano a te tutto il giorno durante il loro mandato e si scervellano per capire come far migliorare le cose agendo per il bene comune.

 

Intanto che cos’è questo bene comune?Ci pensavo in questi giorni e mi è venuta questa risposta.

Si ha bene comune quando nessuno perde. Quando nessuno perde rispetto alle decisioni intraprese e tutti fanno un passo in avanti verso un maggiore benessere.

Un giorno, ero ad un corso della Singularity University in Silicon Valley e ci hanno fatto lavorare sugli impatti di una decisione. Non l’ho mai dimenticato. Sì, perché la decisione in sé mi sembrava fantastica, non c’era nulla da discutere! Invece ho avuto una bella lezione! Se non se ne studiano a fondo tutti, ma proprio tutti gli impatti diretti e indiretti, se non si dedica quindi tempo a generare la mappa degli impatti, una qualsiasi decisione apparentemente ottima può generare un disastro peggiore di quello che si vorrebbe andare a curare assumendola.

E’ difficile? Non lo è, un team di persone che nemmeno si conoscono e senza expertise particolari può farlo tranquillamente e tirare fuori connessioni incredibili. A cosa serve? Serve per poter prendere la decisione migliore e magari assumerne alcune altre in contemporanea così da generare equilibrio e progresso autentico per tutti e non solo per pochi.

 

“Una mappa del mondo che non comprende il paese dell’Utopia è indegna anche di un solo sguardo” (O. Wilde)

 

Ciò che egli cercava, che ogni creatura degna d’essere nata dovrebbe cercare, non esiste. È un sogno che si chiama libertà, che si chiama giustizia. E piangendo bestemmiando soffrendo noi possiamo solo rincorrerlo dicendo a noi stessi che quando una cosa non esiste la si inventa. Non abbiamo fatto lo stesso con Dio? Non è forse il destino degli uomini quello di inventare ciò che non esiste e battersi per un sogno?”( O.Fallaci)

 

Poi pensavo, sempre in questi giorni, a qualcosa che potrebbe sembrare utopico.

 

In effetti lo è solo in quanto l’umanità non è ancora pronta, le forze avverse sono ancora piuttosto aggressive anche se gli smascheramenti sono in atto, il risveglio di coscienza si sta espandendo sempre più ma ancora c’è da imparare che solo uniti si può veramente incidere e quindi al momento è ancora impensabile portare come ipotesi all’ordine del giorno di un ipotetico tavolo comune soluzioni che consentano al sogno di una nuova umanità di cominciare a realizzarsi.
Una Umanità che viva, operi e prosperi nella Luce. Oggi appare impossibile ma un giorno diventerà realtà.

 

Ora più che mai ci si salva tutti insieme o non ci si salva proprio!

 

Allora, dicevo, il pianeta intero è stato coinvolto da uno stesso nemico invisibile, tutti i popoli sono stati colpiti in maniera più o meno aggressiva con le conseguenze che ancora dobbiamo veramente toccare con mano nel loro svolgersi e quindi tutti si trovano a dover affrontare imprevisti (anche se l’imprevisto ha sempre bisogno di una lunga preparazione …) allora dico: “pensa se si sedessero tutti intorno a un tavolo e tanto per cominciare dicessero: Resettiamo tutto, ricominciamo da capo, cominciamo con l’annullare tutti i debiti di tutte le nazioni, scriviamo nuove regole, tutti insieme per il bene di tutti…” Evidentemente non intendo minimamente andare nel dettaglio in questa sede, vorrei invece offrire una semplice suggestione.

 

E la suggestione è: se le istituzioni avessero come purpose davvero il bene dei cittadini, farebbero quel che fanno? Hanno fatto la mappa di tutti gli impatti? Hanno considerato le conseguenze a tutti i livelli e in tutti gli ambiti delle loro decisioni? Vogliono veramente risolvere e risolvere per tutti o girano intorno ai problemi facendo finta di affrontarli? Stanno rispondendo alla Luce o alle tenebre?  Poi sono andata oltre e ho pensato che in effetti questo clima che include parole che ormai sono entrate nel linguaggio comune in tutto il mondo “ negazionisti, complottisti, estremisti, sovversivi …” in realtà potrebbe essere figlio dello shock?

 

Ma quale shock? Sì, come dicevo all’inizio siamo cresciuti credendoci, fidandoci… quindi come si può accettare che le istituzioni possano non fare del loro meglio per risolvere gli immensi e innumerevoli problemi che ogni nazione deve affrontare? Sarebbe innaturale!
Essendo giustamente considerato innaturale, tutto ciò che è ritenuto inaccettabile sotto questo profilo viene confinato e degradato a teorie estremiste, negazioniste e complottiste.

E se Il punto fosse invece che ci è troppo difficile accettare l’idea che le istituzioni non solo facciano troppo frequentemente l’interesse personale dei singoli che vi partecipano (e questo non dovrebbe essere novità per nessuno) ma addirittura possano essere a servizio di pochi che non hanno a cuore il bene comune e che hanno invece altri loschi disegni?

E se quindi stessimo negando tutto ciò che ci spaventa troppo, che è oltre l’immaginabile, che è troppo perché ci costringerebbe a rivedere tutto, perché ci imporrebbe di mettere in discussione persone/idoli in cui abbiamo creduto? E se ci fossero lupi travestiti da agnelli e agnelli travestiti da lupi che non sappiamo riconoscere?

 

La realtà dipende solo dall’osservatore. Chi osserva cosa? L’osservatore cambia la realtà.

Tutto cambia in dipendenza di chi osserva e questo lo attesta la fisica quantistica.

 

Penso sia nostra responsabilità riflettere e ascoltare profondamente cosa ci dice il nostro Essere più intimo, forse dovremmo davvero permetterci di indagare, di verificare, di approfondire ciò che ci neghiamo di leggere o di ascoltare spesso proprio perpaurache sia vero.

Quali potrebbero essere i fattori che ci impediscono di effettuare banali verifiche da fonti diverse rispetto a quelle ufficiali allineate per lo più in un pensiero unico:

La pigrizia che spesso prende il sopravvento?

L’egoismo (a me va tutto bene, io me la caverò …)?

Il seguire solo la voce del tal partito per partito preso?

Il fare come fa la maggioranza (non intesa politicamente)?

 

Non c’è peggior cieco di chi non vuole vedere, peggior sordo di chi non vuole sentire

In effetti conoscere altre versioni può surriscaldare gli animi, può generare incredulità, indignazione, vergogna e persino dolore fino a sentirsi in qualche modo compartecipi anche per il solo fatto di non aver ascoltato prima, di non aver approfondito prima, di essersi lasciati guidare da “angeli custodi” che forse non sono proprio angeli che pensano tutto il giorno al nostro bene.

 

Mia Nonna Mamie, grande Donna di profonda cultura e magnifica saggezza, vissuta in piena forma e salute fino a 92 anni, quando ero ancora adolescente mi diceva “ ricordati che il mese di agosto è un mese pericoloso, la storia ci insegna che mentre la gente ha il cervello in vacanza i governi prendono decisioni di soppiatto…” il punto è che vacanza o non vacanza, agosto o non agosto, abbiamo il dovere di stare svegli e vigili perché stanno accadendo cose sotto i nostri occhi che potrebbero non piacerci al risveglio di fine agosto o di settembre o di ottobre … E’ giunto il tempo di cambiare punto di osservazione? …il risveglio di coscienza è senza tempo ma ora è tempo di svegliarsi!
Forza e coraggio procediamo con gli occhi ben aperti, le orecchie tese e il cuore impavido.

 

International speaker, coach, trainer e autrice, Francesca ha lavorato per molti anni come manager di banche d’affari e conosce a fondo le dinamiche e le sfide del mondo aziendale. Ha lasciato GE Capital nel 2010 per fondare una scuola internazionale di trasformazione dell’Essere, School For Dreamers, con lo scopo di…