Dreamers Day

Sei domande per prepararci a un mondo post Covid.

Sostenibilità o Responsabilità? – Papakow Baiden

Dreamers Day

Tempo medio di lettura: 11 minuti

Leggi l’articolo in inglese qui.

 

 

“Non possiamo risolvere i nostri problemi con lo stesso livello di pensiero che li ha creati.” – Albert Einstein

 

Abbiamo iniziato a isolarci prima di molte altre famiglie qui in Italia. Come prima cosa hanno chiuso le scuole, un segnale forte e una spinta utile. A seguire, dal 25 febbraio siamo stati in casa, andando solo occasionalmente a fare la spesa.

 

Mentalmente, si è rivelato un terreno molto fertile, nonostante le ovvie sfide. La riduzione della mia libertà di movimento ha amplificato il mio bisogno di libertà di espressione, che è diventato tanto più pesante quanto il mio tentativo di sopprimerlo. Poi sono arrivate le domande.

 

Non sono sicuro da dove. Ma tra lavoro, intrattenere mio figlio, le letture, le notizie e, naturalmente, le videochiamate ora tipiche con i propri cari… tutte queste domande su come vivremo sono emerse mentre osservavo il decadimento e l’appassimento del come viviamo e guardavo come il pianeta è stato messo in ginocchio.

 

Sono fiducioso che sopravviveremo a questa minaccia, in gran parte grazie agli immensi sforzi degli operatori sanitari a livello globale. Ma, prima di riprendere i nostri vecchi schemi di vita, ci sono alcune importanti domande che questo momento pone. Domande che avevamo in mente, ma la vita ci teneva troppo impegnati per rispondere. Ignorare queste domande potrebbe significare perdere un’opportunità per focalizzare la nostra coscienza (individuale e collettiva) sulla creazione intenzionale di un nuovo futuro per noi stessi ed elevarci dai precedenti livelli di pensiero. Il blocco globale impone una pausa che, nonostante l’interruzione di massa creata, offre una rara opportunità di riflettere e dare un senso all’ultimo “capitolo” della vita e iniziarne uno nuovo.

 

Di seguito offro 6 domande con alcune riflessioni che ti invitano a cercare risposte introspettivamente su quali nuove direzioni possano esserci per te e per la società in cui vivi. Forse la più pertinente è la domanda che sollevo sugli strumenti che abbiamo attualmente (o meglio sulla loro mancanza) per misurare tutta l’innovazione sociale che avverrà per mantenerci in vita. Come possiamo evidenziare nei libri di storia l’aumento di compassione, condivisione e collettivismo che tutti possiamo sentire e da cui siamo stati toccati in qualche modo?

 

Il mio intento è quello di far sì che tutti stiano preparando consapevolmente il proprio stato d’animo, in modo da farsi trovare  pronti e con la testa alzata per il mondo dopo il virus.

 

Se vai di fretta, le domande sono le seguenti:

 

  1. Quale caratteristica della modernità potrebbe averti ucciso se il Coronavirus non fosse arrivato prima?
  2. Come ti senti a esserti messo in pausa, a essere costretto a uscire dalla frenesia, sapendo che in una situazione “normale” la maggior parte del pianeta non ha mai avuto l’opportunità di fermarsi e pensare fino a ora?
  3. Come vorresti che fosse la società moderna d’ora in poi?
  4. Compreresti un’auto che funziona solo qualche volta?
  5. Se le persone non possono svolgere attività che generano reddito, meritano comunque di vivere?
  6. Come misureremo i progressi realizzati in questo periodo, in termini di innovazione sociale, resistenza alle avversità e approfondimento dell’intelletto? Quali strumenti e misure esistono per il progresso sociale?

 

L’articolo è diviso in 2 parti: la prima parte è incentrata sulla società che stiamo mettendo in discussione, la seconda sull’economia in discussione.

 

PRIMA PARTE: Cambiamenti sociali

“L’intera comunità epidemiologica ha avvertito tutti negli ultimi 10 o 15 anni che non si trattava di stabilire se una pandemia come questa sarebbe avvenuta. C’era semplicemente da capire quando. È davvero difficile che la gente ascolti. ”- Larry Brilliant

 

I seguenti elementi sono ciò che rende difficile capire il lockdown e la situazione attuale…

 

Dopo aver letto “Wasted Lives” di Zygmunt Bauman, vengono in mente alcune riflessioni sul perché i paesi occidentali facciano fatica con il lockdwon. La risposta arriva da ciò che la vita moderna ha significato e rappresentato. È lo stesso elenco di motivi per cui il mondo non ha ascoltato Larry Brilliant, che ha avvertito che aspetto avrebbe avuto la prossima epidemia nel 2006 in un TED Talk.

 

Individualismo

La modernità è centrata sulla sacralità dell’individualità, della personalità, dell’ego.

Abbiamo adottato sempre di più forme solitarie di consumare i media, vivere, guadagnare e persino socializzare (via telefono, mentre si è isolati nella realtà). La maggior parte dei comportamenti umani si è costantemente spostata dalla collettività all’individuo. Proprio come il principio della rana bollita, la transizione per la maggior parte è stata inosservata, ma è comunque avvenuta. Ora è difficile cambiare comportamento per massimizzare la salute pubblica quando l’unico obiettivo per molti era la massimizzazione del piacere personale.

 

Paura e ansia

La costante presenza della paura all’interno di una popolazione ha reso l’elettorato più prevedibile e malleabile nelle mani di coloro che creano e diffondono la paura. Allo stesso tempo, questo stato offre ai diffusori di paura la perfetta opportunità di svolgere il ruolo di “salvatore” dai pericoli che creano.

 

Negli ultimi decenni, è stata prestata particolare attenzione a trasformare la minaccia a “noi” come società a una minaccia a “me” come individuo. È stato con la morsa della paura e la sua sospensione prolungata a lasciare spazio all’ansia, che è stata decisiva per la maggior parte degli affari su larga scala che colpiscono gli Stati. Rimanere calmi, positivi o addirittura ottimisti è difficile quando non era il modo in cui tante persone vivevano prima normalmente.

 

La velocità

La modernità è fugace, effimera e temporanea. Essere moderni vuol dire è esserlo per ora. La modernità non offre nulla di duraturo, concreto o rassicurante. Avendo avuto questo come stato normale per così tanto tempo, è difficile per la mente moderna comprendere una condizione negativa che non sappiamo quando passerà. Per questa situazione non c’è una soluzione veloce, e per molti è difficile accettarlo.

 

Movimento

La modernità comprende un movimento incessante – un mondo che non è mai fermo, ma piuttosto sempre in movimento o in transizione verso un altro modo di essere. Non è mai statica e coniugata al presente, ha bisogno di cambiamenti costanti per arrivare dove “potrebbe essere” o “dovrebbe essere”.

 

È quasi impossibile comprendere il bisogno di sacrificare il diritto alla circolazione, quando si tratta di un diritto così radicato da essere delineato nella Dichiarazione Universale Dei Diritti Umani (articolo 19), anche se per motivi di protezione della salute pubblica durante una pandemia globale.

 

Pubblicazioni affidabili come il Wall Street Journal chiamano i vari lockdown “draconiani“. I governi democratici hanno avuto bisogno di dare limiti di tempo al blocco per rassicurare i cittadini che intendono ripristinare il diritto di movimento, senza realmente sapere se possono rispettarli. Le persone stanno facendo fatica nell’immobilità.

 

… e ci costringono a porci domande difficili come:

 

1. Quale caratteristica della modernità potrebbe averti ucciso se il Coronavirus non fosse arrivato prima?

Depressione, problemi di salute mentale e suicidi negli ultimi anni sono saliti alle stelle.

 

2. Come ti senti ora a esserti messo in pausa, a essere costretto a uscire dalla frenesia, sapendo che in una situazione “normale” la maggior parte del pianeta non ha mai avuto l’opportunità di fermarsi e pensare fino a ora?

3. Cosa vorresti che fosse la società moderna d’ora in poi?

 

SECONDA PARTE: Cambiamenti economici

 

“L’evoluzione ci ha plasmato con percezioni che ci consentono di sopravvivere. Ma parte di questo implica nasconderci le cose che non abbiamo bisogno di sapere. E queste sono praticamente tutta la realtà, qualunque essa sia.”- Professor Donald Hoffman.

 

Storicamente parlando, l’esperimento sociale chiamato capitalismo ha funzionato solo per alcune persone in alcuni momenti. La situazione attuale ha messo ancora più in luce le falle di questo sistema…

 

Miopia

È ormai chiaro che alcune risposte dei governi alla pandemia sono state guidate più dal bisogno di limitare il danno economico che dal dovere di proteggere la salute pubblica. Per raggiungere questo scopo, hanno cercato delle soluzioni per tenere aperte le imprese il più a lungo possibile.

 

L’unico problema di questo approccio è che non tiene conto del fatto che l’economia si poggia proprio sugli umani. È quindi nel miglior interesse dell’economia fare ciò che è meglio per massimizzare la salute a lungo termine delle persone.

 

In preparazione all’incombente minaccia economica dell’automazione (che ci fa temere la disoccupazione), si spera che impareremo da questa sfida attuale e concepiremo un approccio incentrato sull’uomo con efficacia globale.

 

Le 2 gambe dell’economia sono i mutui e gli investimenti

In molte economie sviluppate come Regno Unito, Stati Uniti, Danimarca, Austria e Giappone, i mutui residenziali rappresentano tra il 50 e il 100% del PIL.

 

Pertanto, se il sistema dei mutui fallisce, la maggior parte delle economie moderne cade. E i governi si ritroverebbero con una folla arrabbiata di senzatetto.

 

Non si tratta di un mio pensiero, ma di un fatto dichiarato dall’ex Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per l’edilizia abitativa e i senzatetto, Raquel Rolnik, che ha trascorso 6 anni a raccogliere prove a livello globale prima di pubblicare il suo libro sull’edilizia abitativa sotto l’impero della finanza. (Qui trovi la mia intervista a Raquel sull’impero abitativo: su Spotify / su iTunes).

 

Pertanto, mi aspetto purtroppo che la maggior parte dei responsabili politici si preoccupino della salute della classe media e dei ceti più alti (in genere i proprietari di immobili), nonostante anche coloro che vivono in condizioni di povertà meritino la nostra empatia, preoccupazione e sostegno.

 

Riguardo agli investimenti, i governi stanno pompando miliardi nelle banche a livello globale per rassicurare gli investitori a non ritirare il loro denaro, che farebbe crollare il castello di carte. Sono sempre più interessanti i capitalisti che cercano di socializzare le loro perdite (salvataggi con denaro pubblico) ma che probabilmente torneranno a privatizzare i loro profitti quando torneranno utili. Quanto può durare un sistema simile?

 

Ci saranno sicuramente recessione e depressione globali

Due cadute consecutive del PIL è ciò che gli economisti chiamano recessione (perché tutto dovrebbe sempre salire, giusto?). PwC ha reso noto che la caduta del PIL nel primo trimestre del 2020 sarà più acuta rispetto alla crisi finanziaria del 2008 e prevede un calo complessivo del 5% del PIL del Regno Unito per il 2020. “Nick Forrest, Direttore dei dipartimenti economico e politico di PwC, ha dichiarato che la caduta del PIL del trimestre in corso è la peggiore che avesse mai visto in 22 anni di carriera.”

 

Larry Brilliant ha avvertito nel 2006: “In caso di pandemia, un miliardo di persone si ammalerebbe. Morirebbero fino a 165 milioni di persone.

Ci sarebbe una recessione globale e una depressione nel momento in cui il nostro sistema di approvvigionamento just-in-time e l’elastico stretto della globalizzazione si rompono, e il costo per la nostra economia da uno a tre trilioni di dollari sarebbe molto peggio della morte di 100 milioni di persone, perché molte più persone perderebbero il lavoro e l’assistenza sanitaria e le conseguenze sarebbero impensabili.

 

Queste prospettive sono probabilmente vere per la situazione economica mondiale e indicano chiaramente la necessità globale di nuove soluzioni. Essere consapevoli dei fatti e avvicinarsi alla situazione con le lezioni apprese dal passato ci dà maggiori possibilità di successo, rispetto al far fronte alla situazione impreparati, o con negatività e negazione.

 

… che solleva di nuovo le domande necessarie:

 

4. Compreresti un’auto che ha funzionato qualche volta?

In termini ingegneristici, l’economia mondiale è un esperimento pericoloso e fallito. Come ha dichiarato Jacque Fresco “Non vorresti comprare un’auto che funziona solo una frazione del tempo. Quando giri la chiave, vuoi che l’auto parta. Quando premi i freni, vuoi che si fermi. Quando premi l’acceleratore, vuoi che vada… sempre. Non a volte.”

 

Un dispositivo che funziona solo ogni tanto deve essere riparato, così che il suo tasso di guasto sia il più vicino possibile a zero. Ecco perché le morti in aereo sono inferiori alle morti su strada: migliore progettazione dei sistemi di sicurezza, minore spazio per l’errore umano.

 

In secondo luogo, i cicli di espansione e contrazione dell’economia sono tratti noti e ampiamente studiati, per ulteriori informazioni al riguardo vedi Le Onde di Kondratiev.

 

Inoltre, il capitalismo non è il miglior motore di crescita, a differenza di come è considerato attualmente. L’economia mondiale è cresciuta più lentamente dopo l’avvento della riforma del libero mercato. La Gran Bretagna sostenne apertamente il commercio di libero mercato solo dopo il 1870, quando aveva accumulato il 46% della produzione globale attraverso l’impero. Per fare un confronto, la Cina – spesso soprannominata la “bottega del mondo” – ha il 17% della produzione globale a partire dal 2007. (Ha-Joon Chang, 23 cose che non raccontano del capitalismo, 2010)

 

5. Se le persone non sono in grado di svolgere attività generatrici di reddito, meritano comunque di vivere?

Se svolgi attività generatrici di reddito, puoi sostenere la tua vita. Questo è il sistema in cui abbiamo vissuto fino ad ora.

 

Ma se le masse non possono svolgere attività generatrici di reddito, e devono comunque sostenere la vita, allora cosa facciamo? Ciò solleva l’annosa questione dei diritti socioeconomici, dello stato sociale, della protezione dei poveri.

 

In queste ultime settimane sono state introdotte in molti Paesi leggi per prevenire sfratti e licenziamenti, che sono giustamente state accolte con domande come “perché non prima?” e “continuerà dopo?”.

 

Il reddito di base universale è l’idea che i cittadini ricevano lo stesso reddito di base necessario per sostenere la vita ma siano produttivi per aumentare ulteriormente il loro tenore di vita e trovare modi significativi per contribuire alla società. Mi sono imbattuto per la prima volta in questo concetto nell’opera “Postcapitalism” di Paul Mason. È stato testato in diversi paesi e ha prodotto risultati poco chiari. Ci vorrebbe una seria pianificazione per farlo bene, ma questo è essenzialmente ciò a cui il mondo si è rivolto durante il fallimento del capitalismo. Ecco perché è stato cercato così vigorosamente su Google in questo momento, e ha anche ottenuto una copertura recente dalla trasmissione satirica The Daily Show.

Dreamers Day

6. Come misureremo i progressi compiuti in questo periodo, in termini di innovazione sociale, resistenza alle avversità e approfondimento dell’intelletto? Quali strumenti e misure esistono per il progresso sociale?

Ora sarebbe un buon momento per sviluppare strumenti che possano almeno riflettere, se non misurare, il progresso sociale in termini umanistici. Dove possiamo vedere o registrare (per riferimento futuro) l’evidenza tangibile di aumento di empatia, cura, espressioni di amore e collettivismo? Come possiamo mostrare alle generazioni future e ricordare a noi stessi i palpabili cambiamenti dell’umore collettivo verso l’interesse per gli altri? Forse più facile da quantificare ma ancora vicino all’orlo del mistero è la quantità di sforzo speso per rimanere in contatto mentre eravamo costretti a distanziarci fisicamente? La maggior parte è passata ai social media, ma non tutti. E non tutte le attività su Internet o sui social media possono essere considerate “progressi”. Dove e come possiamo misurare le attività migliori che ci rendono umani? E quelle che ci rendono orgogliosi di essere umani?

 

Il progresso viene di solito comunicato attraverso la misura grezza del PIL, che è uno strumento fuorviante. La seconda spesa globale più grande di tutti i tempi è stata la seconda guerra mondiale: 4,1 trilioni di dollari. La più grande spesa globale è stata il Quantitative Easing (QE) negli Stati Uniti, che è stato di 4,5 trilioni di dollari per salvare le banche. Quindi cosa apprezziamo come umani? Il PIL non può distinguere tra denaro usato per distruggere la vita o denaro usato per creare, proteggere o migliorare vite. Misura solo le spese. La spesa non è un progresso, come molte persone possono confermare quando non arrivano alla fine del mese.

 

Un approccio potrebbe essere un sondaggio condotto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per raccogliere tutti i progressi sociali positivi, divulgato agli operatori sanitari e alle organizzazioni della comunità che sono in prima linea in questo momento. Un altro potrebbe essere quello di creare una spinta nel giornalismo e nei notiziari verso una campagna focalizzata su storie positive, portando alla luce l’intraprendenza e la collaborazione che hanno portato gli umani in questi tempi. Fino a quando non avremo messo in atto tali sistemi, la registrazione dell’umore dei tempi ricadrà sulle spalle delle persone che questo lavoro l’hanno sempre fatto: gli artisti. Il loro lavoro è più importante che mai, ma sono uno dei gruppi la cui parte a basso reddito è stata colpita in modo sproporzionato dal Covid. Solo il tempo ci dirà quali storie hanno per noi.

 

Conclusione

Mentre mi siedo per scrivere questa conclusione sul mio divano a Milano, alla luce di una bellissima alba nel mezzo del lockdown, ho perso un’ora. Non a causa di ripensamenti e del blocco dello scrittore. Questa notte gli orologi sono tutti andati avanti di un’ora a causa di un principio collettivo sul quale siamo d’accordo (l’ora legale) che cambia la nostra esperienza di qualcosa di universalmente vincolante come il tempo. Abbiamo la capacità di fare lo stesso con qualsiasi altro aspetto dell’esperienza umana per cui abbiamo la forza di volontà e le risorse di cambiare.

 

Mentre siamo costretti a fermarci, dovremmo cogliere l’occasione per scegliere cosa significano modernità ed economia nel mondo dopo il Coronavirus. Questo è un periodo di grande incertezza, e quindi per definizione offre modi nuovi ed entusiasmanti per affrontare le nostre sfide globali se solo le scoprissimo.

 

Abbiamo sia la possibilità che la responsabilità di scegliere ora quali saranno i nostri possibili scenari futuri. Perché il futuro non è un mondo già impostato, che passivamente dobbiamo solo aspettare e incontrare.

Anzi, il futuro è un mondo che creiamo ogni giorno con le nostre decisioni e azioni.

 

Cosa scegli?

Papakow Baiden, o Papa, è un consulente di Sostenibilità e Social Impact, scrittore e public speaker.