Dreamers Day

Quanto ti Condiziona l’Approvazione Altrui?

HAPPINESS IS AN INSIDE JOB – SANDRO FORMICA

Dreamers Day

L’approvazione degli altri sembra essere molto importante per molti di noi. Ma cosa si nasconde dietro il bisogno costante di essere approvati? Una delle caratteristiche psico-comportamentali che hanno quasi tutti gli esseri umani è quella della frequente ricerca di approvazione da parte degli altri. Gli antropologi ci spiegano che, storicamente, essere approvati dai membri del nostro gruppo o tribù è stato probabilmente il singolo aspetto più importante per la sopravvivenza.

 

In effetti, se pensiamo al mondo di qualche migliaia di anni fa, l’espulsione e l’allontanamento dal gruppo del singolo era equivalente ad una condanna a morte. I pericoli e le difficoltà di un mondo selvaggio e senza regole erano tante e tali che, in mancanza della protezione da parte di una comunità organizzata, era difficile sopravvivere.

 

Ora i tempi sono cambiati e non è più così; tuttavia, le nostre connessioni neurali sembrano ancora comunicarci che quando otteniamo l’approvazione degli altri eliminiamo il rischio d’isolamento e, di conseguenza, vivremo sicuri e protetti.

 

In realtà, studi psicologici dimostrano che la costante ricerca di approvazione, soprattutto da parte dei nostri cari, è un comportamento che provoca una mancanza di contatto e di intimità emotiva, tra l’altro, proprio con le persone alle quali teniamo tanto. La ragione è che nel desiderare l’approvazione degli altri, li trasformiamo in un “finto genitore” che dispensa approvazione e disapprovazione come e quando vuole.

 

L’altro pasticcio che è causato da questo comportamento insostenibile è che ci affanniamo a controllare e manipolare gli altri al fine di ottenere l’approvazione di cui abbiamo tanto bisogno. Questo comportamento infantile non fa altro che offuscare la nostra forza interiore e, di conseguenza, ritorniamo a sentirci emarginati, soli e, a volte, disperati.

 

Nel ricercare approvazione, non solo consideriamo gli altri quello che non sono, ma ci trasformiamo in soggetti deboli, che non hanno alcun potere; siamo praticamente dipendenti dal giudizio altrui. Oltretutto, perdiamo anche la capacità a interpretare eventi e a capire gli altri e noi stessi in maniera oggettiva. Tutto si riduce a ruotare intorno a “me” e, in particolare, a cosa è giusto o sbagliato di me e a cosa stanno facendo gli altri che va contro o a favore di me.

 

Nel contesto dei nostri rapporti di coppia, la continua ricerca di approvazione ci fa interpretare in maniera sbagliata molti dei comportamenti dei nostri partner. Per esempio, confonderemo il comportamento del nostro partner quando è particolarmente stanco con un’interpretazione di questo tipo: “Perché oggi è così indifferente nei miei confronti?” Oppure, quando il nostro partner è emotivamente sofferente o frustrato, la nostra interpretazione sarà che non sta approvando chi siamo e quello che stiamo facendo in quel momento e penseremo: “Che cosa gli avrò fatto di male? Che cosa c’è di me che non gli piace?”

 

Il paradosso è che quando siamo così presi dall’essere come pensiamo che il nostro partner vorrebbe che fossimo, finiamo per non dargli veramente quello di cui ha bisogno! Infatti, l’essere condizionati da quello che pensiamo di aver bisogno da loro ci fa perdere la capacità di capire e sentire empatia proprio verso di loro.

 

Questo causa dei frequenti cambiamenti d’umore ed eventualmente influenza il nostro livello di autostima. Poi, anche quando otteniamo l’approvazione degli altri ci sentiamo manipolati ed emotivamente scarichi. Se, invece, non siamo riusciti ad ottenere la loro approvazione, ci sentiamo profondamente feriti. Molti dei rapporti di coppia si auto-danneggiano proprio a causa di questo schema comportamentale disfunzionale.

 

Se non facciamo nulla per cambiare questa caratteristica psico-comportamentale, al termine di un rapporto di coppia ne iniziamo un altro per ripetere la stessa dinamica, non comprendendo che non è l’altra persona ma è il nostro bisogno d’approvazione che ci controlla.

 

Così facendo, anche quando troviamo la persona “giusta” non saremo in grado di creare una relazione solida e duratura.

 

Per rompere questo circolo vizioso è necessario aumentare la nostra consapevolezza e riconoscere che questo schema comportamentale risale al periodo della nostra infanzia e che è giunto il momento di cambiare. I rapporti con gli altri e specialmente quelli con le persone alle quali vogliamo bene, si basano sul rispetto reciproco, sull’amore e sulla comprensione.

 

Confondere l’approvazione degli altri con rispetto, amore e comprensione ci metterà ancora una volta in difficoltà.

PROFESSORE DI FELICITÀ E SCIENZA DEL SÉ Sandro Formica vive ogni giorno in allineamento con il proprio proposito di vita: Integrare la scienza della felicità nelle aziende, università, scuole e istituzioni pubbliche. Il suo modello di cambiamento è volto all’allineamento e all’integrazione di un percorso individuale — Life Management Project…