Dreamers Day

Qualcosa che unisce

Francesca Del Nero

Dreamers Day

 

Allora, una squadra vince lo scudetto e come nulla fosse improvvisamente oltre 30.000 persone senza accordi sui social, senza richiesta ai Comuni di manifestare etc …si riversano nelle strade e si radunano (si assembrano stipati) nelle piazze.

 

Perfetto, certamente se fosse stata una squadra diversa con il colore rosso o bianco anziché azzurro nulla sarebbe cambiato. La scena sarebbe stata identica.

 

Ottimo, allora ricapitolando:

 

Qualcosa è stato capace di andare oltre le restrizioni imposte da DPCM o DL.

Che cos’è?

Dev’essere qualcosa di potente visto che è stata in grado di cancellare in un istante la paura!

Quella benedetta o maledetta paura a seconda dei punti di vista … della multa, di ammalarsi, di morire, del giudizio …

 

Non trovate sia interessante questa cosa?

 

Credo che lo sia e lo è altrettanto osservare che se si tratta di celebrare tutti insieme appassionatamente è come se nulla contasse di più. S’ha da fare, punto! Non c’è da discutere!

Almeno questo dev’essere sicuramente stato il pensiero degli oltre 30.000 tifosi.

 

Personalmente considero bellissimo qualsiasi festeggiamento visto che festeggiare un evento unisce le persone e l’unione è sempre un’esperienza nutriente per ogni essere umano.

 

Però non possiamo non osservare che se invece si tratta di unirsi per difendere lavoro e libertà in corso di violazione continua e a più livelli … il popolo dei tifosi sparisce e nessun’altro ne prende il posto.

 

Cioè a dire:

  • Per il calcio tutti insieme senza paura e, non irrilevante, senza incontrare nessuna resistenza da parte delle forze dell’ordine
  • Per i principi, i valori e il lavoro perduto …tutti garantiti dalla nostra Costituzione, pochi hanno il coraggio di esporsi e le forze dell’ordine scendono sempre e inderogabilmente in campo!

 

Vale la pena riflettere!

 

Quindi:

  • Non siamo disposti a correre nessun rischio per difendere i diritti basilari (lavoro e libertà) con i quali siamo nati, ereditati con il sudore e il sangue dei nostri antenati
  • Non siamo disposti ad esercitare la nostra sovranità (art.2 della Costituzione che ci informa che i diritti si esercitano e non si chiede, in ginocchio, che siano rispettati)
  • Non siamo disposti a disobbedire pacificamente riprendendo di fatto in mano l’esercizio dei nostri diritti di andare e venire, di lavorare etc

 

Però:

 

  • Siamo disposti a violare qualsiasi norma e precauzione in nome del calcio che tutto unisce
  • Siamo disposti a vedere il Paese andare in rovina senza muovere un dito accettando restrizioni, limitazioni, censura, obblighi etc ad oltranza

 

Conclusioni:

La paura di andare contro … non è reale… ma la mente, che mente, ci ha convinti di avere paura!

La coscienza è una cosa seria e fa la differenza nel determinare uno scenario o l’altro.

 

Quindi, fino a quando il livello della coscienza non si eleverà e continuerà ad esprimersi ubbidendo in buon ordine alla propaganda e alla dose di paura quotidiana è giusto che tutto continui così com’è, assolutamente giusto.

E’ giusto e coerente con chi siamo come comunità, come popolo … altro che sovrano!

Nulla si ottiene dall’esterno, lo schiavo implora, urla, scalpita, gli uomini liberi combattono ed esercitano i loro diritti senza chiedere il permesso di esercitarli.

 

“Sii sempre, in ogni circostanza e di fronte a tutti, un uomo libero e pur di esserlo sii pronto a pagare qualsiasi prezzo.”

Sandro Pertini

International speaker, coach, trainer e autrice, Francesca ha lavorato per molti anni come manager di banche d’affari e conosce a fondo le dinamiche e le sfide del mondo aziendale. Ha lasciato GE Capital nel 2010 per fondare una scuola internazionale di trasformazione dell’Essere, School For Dreamers, con lo scopo di…