Dreamers Day

NON FARE ALL’ALTRO QUELLO CHE NON VORRESTI FOSSE FATTO A TE STESSO.

Siamo Sinceri – Francesca Del Nero

Dreamers Day

NON FARE ALL’ALTRO QUELLO CHE NON VORRESTI FOSSE FATTO A TE STESSO.

Questa è la frase/comandamento che dovrebbe guidarci tutti nel dopo emergenza, riformulandola a mo’ di domanda, sarebbe miracoloso per gli effetti imponenti che genererebbe. Se qualsiasi scelta personale, professionale o istituzionale fosse preceduta da questa semplice frase tramutata in domanda faremmo un balzo in avanti nell’agire quotidiano preceduto da un passaggio coscienziale interiore senza precedenti. Significherebbe che la legge dell’Amore, immutabile potere di ogni essere umano, si sta facendo strada.

 

 

È DIFFICILE? NEMMENO TANTO

Basta ricordarselo nel momento in cui si usano parole, si prendono decisioni che sempre coinvolgono la vita di altre persone, si deliberano iniziative, si parla in pubblico, si risponde a una mail… possiamo fermarci un breve istante e rispondere prima a questa domanda: sto facendo ciò che vorrei fosse fatto a me stesso?

Ho già detto tante cose nel mio precedente articolo, di cui ho fatto anche un audio e ora voglio essere ancora più chiara. Vorrei che almeno per un attimo ci unissimo in un pensiero coraggioso e non ipocrita.

 

POSSIAMO ALMENO PER UN ATTIMO TOGLIERE UN PO’ DI VELI DAVANTI AGLI OCCHI?

• Chi può alzare la mano e affermare che viviamo in un sistema pulito? Dove regna l’onestà, la serietà, la sobrietà, l’incorruttibilità e l’integrità?

 

• Chi può affermare che il sistema prima del virus offrisse uno scenario in cui i cittadini sono sereni, lavorano, guadagnano, pagano le giuste tasse, dove c’è la piena occupazione, dove la povertà è un antico ricordo, dove regnano pace sociale e benessere per tutti?

 

OK, ABBIAMO UN PRIMO FATTO INCONFUTABILE, CHE LA MAGGIOR PARTE DI VOI CONVERRÀ COME TALE.

Quindi questo che viviamo, è invece il sistema che conosciamo e che da secoli l’umanità vive: un sistema che ha accettato che le guerre, la violenza, le malattie, la fame, gli abusi e lo sfruttamento di persone e risorse siano normali e inevitabili, come se facessero obbligatoriamente parte della vita, ciò salvo i più recenti movimenti di opinione che si sono attivati nel mondo ma che da soli non bastano a generare l’impatto di cui abbiamo bisogno.

 

MA CHI L’HA DETTO, CHI L’HA SCRITTO? E SOPRATTUTTO PERCHÉ CI ABBIAMO CREDUTO CHE QUESTA FOSSE L’UNICA POSSIBILITÀ?

Un sistema che “gioca” sulle menzogne, che usa ancora la corruzione (non solo attraverso il denaro) e che alimenta la paura per poter gestire meglio le coscienze, un sistema che è basato sulla supremazia dell’avidità del denaro e del potere, dove scienziati che la pensano diversamente rispetto a coloro che affermano tesi sposate dallo stesso sistema vengono inibiti alla parola e poi spesso radiati.

 

LA STORIA HA DAVVERO TANTISSIMO DA RIVELARCI SU QUESTA MEDESIMA MODALITÀ DI AGIRE CONTRO CHI LA PENSA, IN UN DATO MOMENTO E SU UN DETERMINATO ARGOMENTO, IN MANIERA DIVERSA NON ACCETTATA DA UN SISTEMA CHE VUOLE VEDERE SOLO CIO’ CHE VUOLE VEDERE E SENTIRE SOLO CIO’ CHE VUOLE SENTIRE.

Prima si bruciano sul rogo tanto per fare un solo esempio con Giordano Bruno (ma ve ne sono migliaia) e poi si ergono monumenti nel centro della piazze più importanti del mondo.

 

PURE QUESTO È UN ALTRO FATTO, non un’opinione ma ancora un fatto sotto gli occhi di tutti, un fatto al quale ci siamo abituati.
Ma quale libertà? Ma quale democrazia?

 

Ciò è, indipendentemente dalla leadership presente sia ieri che oggi, di destra, di sinistra, di centro, o qualunque siano i partiti che si suddividano con nomi diversi nei vari paesi del mondo. C’è un buco nero nel cuore dell’uomo diceva un grande saggio amico mio!

 

PERCHÉ DICO QUESTO? PERCHÉ PORRE L’ATTENZIONE CI AIUTA A FARE CHIAREZZA E CI CONSENTE DI PORTARE LUCE E CONSAPEVOLEZZA.

A questo punto affermo il diritto, per me e per ciascuno, di esprimere un’opinione indipendente e libera che pretende di non essere catalogata né a destra, né a sinistra o al centro ma vuole potersi esprimere in conseguenza dell’osservazione profonda dei fatti che va al di là di quella maggiormente accreditata. Sappiamo tutti che non c’è un’unica verità rispetto per esempio a un incidente, dipende da chi lo ha osservato, ogni punto di vista può essere però determinante per una reale e fedele ricostruzione del tutto, dell’intero, della verità.

 

Affermo quindi il diritto, per me e per ciascuno, di esprimere educatamente il proprio pensiero senza che le parole siano immediatamente divise in partiti, etichettate come appartenenti ad una parte o all’altra.

 

PERCHÉ AFFERMO QUESTO DIRITTO PER ME E PER CIASCUNO?

Perché vedete, essere di una parte, per esempio, a me non interessa affatto. Perché a me interessa l’Uno.
Da oltre dieci anni ho abbandonato questa divisione ..partito/ parte … è qualcosa di diviso, di spartito nel suo significato etimologico quindi che sta da una parte o sta dall’altra e allora…

 

LA MIA GRANDE DOMANDA È: “MA C’È QUALCUNO CHE SI OCCUPA DEL TUTTO?

Che si prende cura dell’intero? Che opera per tutte le parti in modo che siano una sola cosa?”

 

COSÌ NEL PICCOLO COME NEL GRANDE. Ognuno si prenda cura del proprio Essere frammentato e vada a recuperare la propria pecorella smarrita. Nel contempo, mentre ognuno di noi opera su se stesso, chi governa deve occuparsi del tutto, dell’insieme. Ne ha la responsabilità e il privilegio.
Questo è da pretendere con altrettanti fatti concreti.

 

Lo so, fa male anche solo immaginare che le azioni di chi detiene il potere in tutto il mondo possano essere sospinte da intrighi, ricatti e sotterfugi ingannevoli, è penoso per non dire doloroso anche solo pensare che non sempre siano i valori a guidare le azioni ma troppo spesso siano altre logiche che non sono riconducibili a uno spirito di servizio che opera sempre per il bene comune.

 

ALMENO IN UN MOMENTO DI SINCERITÀ

Almeno in un momento di sincerità, se ci concediamo il lusso di osservare veramente ciò che accade, possiamo scandagliare il nostro essere, proprio in questi giorni di forzata solitudine e/o separazione gli uni dagli altri, guardarci dentro e verificare cosa alberga in noi, se ritroviamo traccia in noi di quella stessa attitudine che si esprime attraverso la mancanza di coraggio, di responsabilità, di pensiero indipendente e libero, di fiducia e per favore, chiediamoci quanto noi stessi siamo a servizio gli uni degli altri.

 

• Siamo capaci di osservare anche quello che esce dai nostri abituali schemi di pensiero?

 

• Siamo capaci di andare oltre i nostri interessi personali? (io me la cavo dai! Più o meno ce la farò …)

 

• Siamo capaci di mettere in pratica la bellissima frase INSIEME SIAMO PIU’ FORTI? UNITI CE LA FAREMO? Ma uniti in nome di cosa, in nome di quali valori? In nome di sacrificio senza precedenti per il bene comune o per il bene di pochi? Uniti ce la faremo a fare cosa? A uscire rinnovati e più forti tutti nessuno escluso?

 

C’È UN TEMPO PER OGNI COSA E OGNI COSA HA IL SUO TEMPO.

È necessario che i provvedimenti vengano attuati nell’immediato e nella certezza senza umilianti richieste a banche e organismi vari…

 

È necessario se non vogliamo che la paura si trasformi in rabbia e la confusione si unisca come un collante. Paura, rabbia e confusione sono l’opposto di ciò di cui abbiamo bisogno sia per far fronte al virus sia per affrontare la crisi che tutti insieme potremo trasformare in grande opportunità.

 

Queste emozioni negative sono pesanti, abbassano le difese del sistema immunitario e quindi ci rendono più deboli di fronte al virus. Tutto è uno, tutto è connesso… e noi invece sembra che siamo diventati incapaci di mettere insieme i pezzi di uno stesso puzzle, nemmeno poi così complicato!

 

PER CONCLUDERE QUINDI, DI COSA CREDO ABBIAMO BISOGNO?

1. Di onestà, di serietà, di sobrietà, di autenticità e di Integrità e queste supreme qualità dell’essere è bene che maturino in ciascuno di noi per poter pretendere di vederle negli altri, nel nostro riflesso esterno.

 

2. Di coraggio, di audacia, di solidarietà di intento comune e di operare per il bene di tutti non solo ora dove meravigliose iniziative di solidarietà si moltiplicano, anche dopo.

 

3. Di un linguaggio fair, corretto quindi, che non separi ma unisca, che non accusi ma che responsabilizzi. Che generi unità anziché divisione e di questo ne abbiamo bisogno in particolar modo in ambito politico e nell’informazione. Una nuova stagione implica anche il saper esprimere la propria opinione e la propria posizione senza dover accusare nessuno di pensarla diversamente. Il rispetto è elegante, è inclusivo, significa saper ascoltare. I più intelligenti sapranno includere un punto di vista che magari non era stato preso in considerazione e lavorare insieme per il bene comune come si cerca di fare costantemente in qualsiasi azienda ben gestita.

 

4. Di abbandonare sudditanza di pensiero e recuperare un pensiero indipendente, libero e senza paura perché solo tuffandosi nell’esplorazione del nuovo potremo trovare soluzioni innovative per il bene di tutti.

 

5. Di avere una visione a 20/ 30 anni che sorregga un nuovo progetto per l’Italia, per l’Europa, per il mondo intero.

 

6. Di generare fiducia, affinché finalmente lo Stato si fidi dei suoi cittadini e i cittadini si possano finalmente fidare dello Stato. (chi è più “grande” come lo Stato cominci…dando l’esempio)

 

7. Di osservare ciò che accade, ciò che viene detto e smentito, ciò che viene detto e fatto, alimentando in noi stessi uno stato di presenza perché viceversa, nella distrazione e nell’assenza tutto ci può essere raccontato, poi smentito e poi raccontato nuovamente generando ulteriore confusione in una spirale distruttiva.

Abbiamo bisogno di metterci tutti al servizio del bene comune e per questo dobbiamo fare pulizia dentro di noi.

Abbiamo bisogno, come dicevo, di tenere gli occhi aperti e osservare senza distrarci, per poter essere meno gregge silente e lamentoso nel privato e più popolo consapevole, unito e non di parte nella sfera pubblica perché non esiste la parte esiste solo l’intero, il vero bene comune.

 

ABBIAMO INFINE BISOGNO DI PORCI CONTINUAMENTE QUELLA DOMANDA: STO FACENDO CIÒ CHE VORREI FOSSE FATTO A ME STESSO?

Sì che possiamo, perché rinascere si può, a noi la scelta, sempre! Moriamo al vecchio, a vecchi schemi, a pensieri pesanti autolimitanti, a pregiudizi, a relazioni tossiche … lasciamo andare ciò che non serve per poter rinascere con ciò che ci illumina abbandonando ciò che ci adombra. Facciamolo ora!

 

A maggior ragione, ora, riflettiamo in questa Pasqua che sempre significa rinascita affinché la luce sia vittoriosa. Perché la luce è sempre vittoriosa e aspetta solo che ciascuno di noi la scelga.

International speaker, coach, trainer e autrice, Francesca ha lavorato per molti anni come manager di banche d’affari e conosce a fondo le dinamiche e le sfide del mondo aziendale. Ha lasciato GE Capital nel 2010 per fondare una scuola internazionale di trasformazione dell’Essere, School For Dreamers, con lo scopo di…