Dreamers Day

Caravaggio a Palazzo Reale. Le linee simboliche infernali

LOGOGENESI: Simboli evolutivi o segni depotenzianti

Dreamers Day

Ombra e luce,
nei quadri come nella sua esistenza.
La mostra di Caravaggio,
a Palazzo Reale,
rivela la perfetta corrispondenza
tra la vita dell’artista e la sua opera,
dimenticata per centinaia di anni
e riscoperta
solo all’inizio del novecento.

 

La mostra presenta, nella prima sala,
il quadro “Giuditta e Oloferne”.
Quel quadro è lì, completo e finito.
Mi piace immaginare,
in origine, la tela bianca,
la preparazione dello sfondo scuro,
la fonte di luce unica,
disposta a delineare
i tratti degli umili modelli di strada
trovati e scelti
per rappresentare quella scena.

 

So che quel dipinto
è di valore inestimabile
perchè Caravaggio
ha respirato davanti a quella tela
e l’ha toccata con mano e con pennello
trasformandola in quello che vediamo oggi:
un attimo espressivo illuminato
estratto da uno spazio nero
e immortalato per sempre.

 

Nel particolare,
ecco il primo piano della serva
che assiste al macabro gesto
della testa tagliata
per mano di Guiditta.

 

Caravaggio, per esprimere l’orrore,
nelle rughe della fronte
e nelle pieghe della bocca,
utilizza linee curve
disposte nel senso contrario al sorriso.

 

Caravaggio orienta le lancette
del suo ideale orologio pittorico
alle ore 8 e 20, tempo della tristezza,
ben sapendo che le ore 10 e 10,
sono il segno universale del sorriso.
Caravaggio capovolge idealmente
il simbolo delle sue Nike
rivolgendo il celebre baffo al contrario
per conferire al suo passo fuggitivo
un’andatura cupa e infernale.

 

I simboli si costruiscono in questo modo:
linee concave o convesse,
ascendenti o discendenti,
vettori rivolti a destra verso il futuro
o a sinistra verso il passato.

 

Lo studio accurato delle linee,
concentrate nel Logo,
trasmette l’intenzione dell’Impresa.
L’intenzione di Caravaggio,
perfettamente realizzata e compiuta
era comunicare un gesto macabro e infernale.

 

Esco dalla Mostra e giro per Milano.
Una grande catena di fast food
si presenta
con il suo simbolo coerente:
la grande M è disegnata
con due linee curve
orientate nel verso della doppia tristezza.
Almeno, riguardo alle loro intenzioni,
sono stati onesti.

Sergio Bianco è artigiano del Simbolo, specializzato da oltre 30 anni nella creazione del Logo e nella ricerca della motivazione simbologica. Armonizza e concentra, nelle sue opere, estetica e matematica, osservazione e ricerca, metodo progettuale e filosofia di vita. Vive nella Natura sopra Cala dell’Oro. È fondatore del Metodo Logogenesi.…