Dreamers Day

Art. 3 della Costituzione Italiana

Francesca Del Nero

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Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

 

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

 

Già sul primo comma propongo di scivolare direttamente sulle domande.

 

  1. Corrisponde sempre al vero che ci sia la pari dignità e che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge?
  2. E’ applicato senza indugio questo primo comma?
  3. Ci risulta nella nostra esperienza diretta o indiretta? Attenzione qui si sta dicendo che la dignità e l’eguaglianza sono da osservare e perseguire sempre, non ogni tanto, in qualche ambiente sì e in altri no, in qualche azienda sì e in altre no…
  4. Vogliamo parlare delle opinioni politiche per le quali viene garantita la libertà?
    Ultimamente, è bene osservarlo, si è stranamente affermata una nuova “orripilante moda” detta meglio censura dilagata in quasi tutto il mondo. Strano! Non si possono più esprimere idee e opinioni se non rispondenti al pensiero unico dominante e se accade la conseguenza è ormai immediata. Banditi e censurati sui social, radiati dagli albi, esposti al pubblico ludibrio (sembra il ritorno alla caccia alle streghe di antica memoria ..) persino minacciati dai “vicini di casa” o dai passanti… Allora, se questo comma fosse diligentemente applicato sono certa che tutti i cittadini nei loro vari ruoli avendo un esempio virtuoso vi si conformerebbero, come del resto purtroppo alcuni fanno avendo un esempio “vizioso” anziché virtuoso.

 

Andando sul secondo comma, provate a rileggerlo almeno 3 volte, dopo averlo fatto mi sono resa conto che ogni parola è un macigno, in senso positivo del termine, mattoni meglio dire sui quali costruire un mondo di armonia. Quindi la prima domanda è:

 

  1. Ma dove e quando ci siamo persi?
  2. Chi è questa Repubblica che deve rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese, nel senso, chi ne detiene la responsabilità nominativa (come ruolo si intende)? quindi con chi dovremmo prendercela qualora questa responsabilità fosse scansata, dimenticata, ignorata? Trattandosi, la nostra, di Repubblica parlamentare ne discende che questi poteri (oltre a tutti gli altri ben inteso) riguardanti la rimozione degli ostacoli spettino al Parlamento. Lo fa, è adempiente? E se no, perché? Forse perché per esempio l’ultima legge elettorale è stata dichiarata incostituzionale ( v. pronuncia della Corte 1/2014 ) forse perché in Parlamento entrano donne e uomini non indicati e scelti dal popolo perché si… diciamo interscambiano per interessi poco nobili? E questo meccanismo parrebbe essere presente anche nel caso di elezioni delle cariche istituzionali più importanti. Forse crediamo che le cose funzionino in un modo ma invece funzionano in un altro?
  3. Proseguendo, se capisco bene, tutti gli ostacoli che limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini devono essere rimossi e nessun lavoratore può essere legittimamente ostacolato nel suo partecipare alla vita politica, economica e sociale del nostro Paese. Quindi se lavoro è economia, nessuno può essere ostacolato nello svolgimento del suo lavoro?

 

Bene, le risposte potranno variare un pochino tra loro ma nella sostanza penso che potremmo rispondere senza fare torto a nessuno che perlomeno i primi 12 articoli della nostra Costituzione  riguardanti i principi fondamentali, andrebbero posti sullo screen saver del telefonino di ciascun parlamentare e obbligati a ruotare senza sosta in modo che penetrino nelle menti di chi ci rappresenta….almeno fino a che sono in carica e da noi pagati.

 

Infine vorrei esprimere un pensiero di gratitudine (spero sia ben compreso il livello di questa affermazione in quanto c’è sempre il risvolto della medaglia in qualsiasi situazione, anche nelle situazioni più drammatiche come questa) a tutto quel che sta accadendo poiché abbiamo la grandissima opportunità di accorgerci di queste profonde distonie in quanto tutto è stato ed è portato agli estremi come mai prima. Intendiamoci, non è che prima non lo sapessimo, lo sapevamo ma sorvolavamo, ci eravamo così abituati che tutto appariva più o meno scontato… “cosa vuoi farci, è così?…”

 

Forse è ora invece giunto il tempo di prendere coscienza che questa è solo la punta dell’iceberg di un non senso globale.

Forse che la verità non sia quella che appare e che ci viene propagandata?

Siamo chiamati ad essere più vigili e a diventare più consapevoli di quanto il sistema sia visceralmente corrotto alla radice e ahimé non è solo “cosa nostra” .. fuori dal gioco di parole, magari riguardasse solo il nostro bel Paese! La corruzione di cui parlo non è solo quella che tutti conosciamo ma parlo soprattutto quella che precede quel tipo di comportamenti ed è una corruzione dell’essere unita ad una ignoranza che non è più punita così come non si risponde più alla necessità di competenze che purtroppo non sono più richieste.

E se siamo sinceri ci renderemo conto che non è affatto una questione di destra o sinistra, è una questione che riguarda appunto l’essere e il conseguente agire degli individui nel loro ruolo ancora più delicato quando è pubblico. Quale migliore occasione osservando tutto questo se non anche quella di osservare noi stessi, ci fosse mai qualcosa da aggiustare per vedere un riflesso più limpido fuori di noi.

 

Alla fine di questa analisi dei principi fondamentali tenterò di mettere insieme qualche suggerimento per cominciare a scardinare insieme questa macchina impazzita il cui vero guidatore è quasi ormai sconosciuto.

 

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International speaker, coach, trainer e autrice, Francesca ha lavorato per molti anni come manager di banche d’affari e conosce a fondo le dinamiche e le sfide del mondo aziendale. Ha lasciato GE Capital nel 2010 per fondare una scuola internazionale di trasformazione dell’Essere, School For Dreamers, con lo scopo di…