Dreamers Day

ARCO: ARRIVARE AL CENTRO

NUVOLE

Dreamers Day

Ho scelto Nuvole come titolo della mia rubrica perché le trovo molto evocative della nostra situazione umana, così in balia dei venti e delle correnti e delle temperature come sono, e perché mi piace guardarle nelle loro forme che si muovono e si ricompongono.

 

Colgo così la prima “nuvola” che mi si presenta alla mente ed è l’immagine di un arco: di certo non la respingo…chissà come entra, un arco, con una riflessione che vuole riguardare il nostro stare meglio, se possibile, e ‘deve’ essere possibile.

 

QUANDO STIAMO BENE?

Intanto voglio dirti, caro Lettore o Lettrice, come la penso sullo stare bene osservando me stessa e i miei vicini umani intorno a me. Quando è che stiamo bene o meglio? A mio avviso quando riusciamo ad essere come siamo realmente; questo significa pensare e agire “come me stesso” e non solo e sempre come una delle molteplici parti di me, nobili o meno nobili e certamente necessarie (brava, coraggiosa, tuttofare, sempre disponibile, buona, oppressa, vittima, che chiede attenzione, orgogliosa, controllante, ecc.) che a turno tendono ad appropriarsi del mio spazio interno.

Quando dunque siamo “morbidi” e respiriamo con calma porgendo al mondo con affetto ciò che siamo (poco o tanto non importa) ecco che ci sentiamo meglio: più leggeri nei rapporti con gli altri, le cose da fare e la vita.

 

Con serenità offrire di noi semplicemente ciò che possiamo/siamo e senza forzare per dare molto di più di ciò che abbiamo realmente, soltanto perché in balìa, appunto, di una immagine/modello che abbiamo preso a prestito, a volte senza rendercene conto e per aderire alla quale stiamo cominciando a farci del male e a gravarci poi di Infiniti sensi di colpa per lo sforzo che mettiamo in atto, senza mai sentirci appagati davvero. Essere morbidi e quindi poi appagati, noi, si proprio noi, è fondamentale per stare bene. Chi ci sta vicino è certo felice di vederci leggeri e sorridenti nel nostro affettuoso e morbido eventuale “poco” e così il buonumore e la leggerezza si moltiplicano e si diffondono intorno.

Dreamers Day

L’ARCO

Torniamo poi all’arco che è la mia ‘nuvola’ di oggi e vediamo insieme cosa ci offre questa immagine raccolta al volo e sottratta alla censura interna (più veloce della luce!) che ne voleva una ‘migliore’ o ‘più bella, dai…’

 

Mi viene alla mente come è bello quel momento in cui parte la freccia per raggiungere il centro esatto (a volte succede) del cerchio! È come una azione perfetta… quanta forza occorre per tendere quel filo? Tanta!

 

Ci parla inoltre, sempre andando per metafore, della forza che possiamo mettere, oppure no, nel perseguire un obiettivo anche fosse il più piccolo di tutti! Un piccolo sogno, un desiderio, un cambiamento interiore hanno bisogno della forza perché le situazioni avverse esistono eccome – e spesso sono più interne che esterne ma in ogni caso esistono.

 

‘Forza’ quindi che si può declinare in tenacia, costanza, fiducia e nel mantenere chiara la visione scelta, senza perdere tempo a sporcarla con faticose immagini di dubbio e poca fiducia o pessimismo. Una volta scelto l’obiettivo, meglio mantenerlo pulito e non stancarci dando retta alle parti interne boicottanti come le voci di dissenso o di disprezzo (“tu non ce la puoi fare!”) e mantenere alto il livello del benessere di cui dicevo più sopra. “Forti e morbidi” allo stesso tempo.

 

Accettare il tempo necessario perché possiamo fare tutti i passi necessari per arrivare allo scopo è parte della forza e della saggezza e dà benessere perché non si perde energia nel tentativo di saltare le tappe, poche o tante che siano! Se voglio mangiare una buona carbonara seguirò le tappe necessarie anche se la pancia brontola dalla fame …altrimenti rischio di mangiare la pasta cruda e non arrivare con la mia freccia al centro desiderato (il progetto realizzato) che in questo caso è molto banale naturalmente ma se davvero ho fame e ho gli ingredienti e voglio mangiare quella pasta lì saprò darmi da fare e aspettare.

 

Desiderio, Forza, Coerenza, gioia. Ecco descritto il percorso piccolo o più grande per arrivare al centro, ad una buona carbonara così come alla realizzazione di un grande progetto o ad uno “spostamento ” interiore desiderato e scelto.

 

L’arco quindi e la sua freccia ci ricordano che possiamo “fare centro” mettendo in bella fila tutti gli ‘ingredienti’ necessari ed utilizzandoli con saggezza al servizio della scelta che abbiamo fatto e che amiamo, anche se si trattasse di una scelta dolorosa ma evidentemente per noi più importante di ciò che andiamo scartando e che non scegliamo. Pare complicato ma allenandosi ad essere ‘morbidi’ e cioè noi stessi come possiamo/siamo, lo sarà via via meno.

 

È sera e mi accingo ad addormentarmi… spesso mi piace immaginare di salire una scala a pioli che mi porta ad entrare nel mondo sopra le nuvole. Lassù ci si rilassa totalmente, la Terra vista da lì non mostra brutture e violenze ed è la più bella delle opere d’Arte…da lassù è perfetto e il sonno arriva in un momento e i sogni sono belli. Domattina scenderò tranquillamente ben sapendo che siamo qui insieme per fare la nostra parte in un ambiente più greve e doloroso ma mai dimenticando di portare la mia “morbidezza”, la mia semplice presenza attenta al bene mio e di riflesso tutto intorno.

Formatore in Psicosintesi e counselor. Inguaribile (ma anche malinconica a volte) ottimista sulla Vita e le possibilità umane sempre in divenire.