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Qual è il tuo scopo?

Francesca Del Nero

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Qual è il tuo scopo?

 

Lo scopo. Un uomo, una donna e il suo scopo nella vita sono una sola cosa. Quindi possiamo dire che io sono il mio scopo.

 

Tutti sono tesi verso qualche meta; tutti, consapevolmente o inconsapevolmente, stanno tentando di perseguire un risultato, tutti vorrebbero raggiungere un obiettivo, sognano un  goal nel loro immaginario. La qualità di questo scopo è un indicatore importante dell’ampiezza dell’essere di un individuo.

 

Il nostro obiettivo ci misura. Tanto che per un individuo è impossibile avere un obiettivo più grande di sé, un goal che ecceda la capacità del suo essere.

Qual è il nostro scopo, qual è la direzione verso la quale stiamo puntando?
La sua qualità, l’ampiezza del suo respiro, è la misura esatta del nostro essere, di tutto quello che siamo. Ed è straordinario osservare come ognuno, anche se apparentemente sembra libero di porsi un grande obiettivo da raggiungere, di fare il più meraviglioso dei sogni, trova in sé un limite invalicabile. Lo si potrebbe immaginare come una specie di regolatore di velocità che permette alle donne e agli uomini di viaggiare nella vita a velocità molto diverse a seconda del loro livello d’essere.

 

Comunemente, un individuo è  contraddistinto da una serie di connotati fisici: sesso, altezza, colore dei capelli o degli occhi, taglia, numero di collo o di calzatura, peso, etc.
Ma se dovessimo trovare una reale differenza tra gli individui essa sta nella loro appartenenza a gradini diversi della scala dell’Essere. L’Essere è tutto quello che non è visibile di un individuo. Gli stati, le idee, i pensieri, le emozioni, le sensazioni, gli atteggiamenti e le reazioni, i desideri, i gusti, le attrazioni e le repulsioni, gli amori e gli odi, il sistema di valori, le cose in cui crede, i pregiudizi, i segreti e tutto ciò che appartiene alle sue speranze, ambizioni, paure, dubbi, incertezze, definisce quello che una persona è.

 

La scoperta più curiosa e anche misteriosa, che abbiamo fatto studiando lo scopo è che esso è direttamente proporzionale all’essere. E’ quindi impossibile per un uomo avere un’aspirazione più grande di sé. Perché l’aspirazione e l’essere sono una sola cosa e purtroppo lo scopo è invisibile alla gran parte degli esseri umani. Non siamo stati cresciuti dando attenzione a noi stessi, non siamo allenati ed è per questo che siamo più manipolabili. Nemmeno ce ne rendiamo conto.

 

Non solo quindi il nostro scopo ci definisce e ci misura, ma addirittura normalmente esso ci è sconosciuto. Questo vuol dire che nella navigazione della vita la maggior parte degli uomini e delle donne è inconsapevole della propria direzione, di dove sta dirigendo i propri sforzi.

 

Intenzionale o inconsapevole, lo scopo è comunque una forza che un individuo imprime alla sua vita ed è quindi in ogni caso una forza propulsiva, creativa e direzionale.

 

Aver presente il proprio scopo manda al futuro messaggi di entusiasmo e di felicità.

 

E’ parte del “conosci te stesso”. Non basta formulare lo scopo, occorre visualizzarlo, ricordarlo, tenerlo costantemente presente, anche nelle condizioni più avverse. Ricordare lo scopo significa possedere il seme del proprio destino. Distrazioni, pensieri poveri, immaginazioni negative, emozioni spiacevoli, nella psicologia sono le erbacce che rischiano di coprirlo e soffocarlo.

 

Nel momento stesso in cui ci poniamo un obiettivo, ci fissiamo uno scopo o formuliamo un desiderio, possiamo accorgerci che una forza opposta e contraria si mette in moto per ostacolarne il raggiungimento, qualunque esso sia. La maggior parte dell’umanità, nell’ignoranza di sé, non essendo consapevole del proprio scopo, non si rende conto di aver messo in azione una forza e avverte soltanto l’azione della forza antagonista. Se provate a chiedere ad un uomo per strada come va la vita, cosa pensa dell’esistenza, vi racconterà tutti i suoi problemi, delle continue difficoltà ed ostacoli che incontra. A una mente conflittuale l’esistenza appare come un flusso ininterrotto di ostacoli, di problemi e difficoltà, l’intero pianeta è percepito come il campo d’azione di una forza cieca, inspiegabile, che sembra non avere altra finalità che di impedirci il raggiungimento del nostro scopo. In realtà non è così e noi incontriamo solo gli ostacoli che noi stessi abbiamo già creato nella nostra psicologia.

 

Le nostre aspirazioni, i nostri sogni sono come semi  dai quali può nascere una pianta che allarga i rami verso l’infinito e su cui poggeranno. Ma mentre la pianta sta crescendo, non fa neppure in tempo a germogliare, che arrivano le erbacce  che potrebbero soffocarla. Avete mai percepito prima questo meccanismo? Vi siete mai accorti dell’esistenza nel mondo psicologico di una forma di resistenza corrispondente all’attrito del mondo fisico? Ogni aspirazione che imprima una velocità alla nostra vita trova in noi una resistenza psicologica di intensità ad essa proporzionale che le si oppone.

 

L’antagonista siamo noi. Siamo noi l’ostacolo ad ogni nostro raggiungimento.

 

C’è una umanità che dipende, reattiva, che accusa le condizioni esterne, si lamenta, si compiange. Essa è convinta che ci sia un mondo cattivo fuori di sé che è lì per ostacolarla. C’è un’umanità creativa, proattiva che sa che ogni spinta impressa dalla propria aspirazione richiede la vittoria su una forza opposta e contraria, che è prima di tutto nella propria psicologia. L’una vede per opposti, ha una coscienza bipolare; l’altra vede l’unità dietro la polarità, l’armonia dietro gli apparenti antagonismi. Questi uomini, queste donne hanno il coraggio di fare il salto “nell’abisso”; di entrare nelle parti più oscure del proprio essere e di  combattere le ombre, i fantasmi, le paure interne e vincerle.

E’ tempo di aspirare ad un mondo giusto, uno scopo ancora più grande per tutti, in cui lo sviluppo sia armonico, in cui regni la salute, la gioia, la pace e la prosperità come diritti di nascita per ciascuno?

 

Se è tempo, allora è tempo che tu faccia la tua parte! E’ tempo di svegliarsi, di farsi domande, di collegare i fatti, di alzare la testa e raddrizzare la schiena.

 

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International speaker, coach, trainer e autrice, Francesca ha lavorato per molti anni come manager di banche d’affari e conosce a fondo le dinamiche e le sfide del mondo aziendale. Ha lasciato GE Capital nel 2010 per fondare una scuola internazionale di trasformazione dell’Essere, School For Dreamers, con lo scopo di…