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Art. 9 della Costituzione Italiana

Francesca Del Nero

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Art. 9 Costituzione “La Repubblica promuove lo sviluppo e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.”

 

E’ incredibile come la nostra Costituzione abbia previsto tutto, normato tutto e protetto tutto per il bene comune.

 

Dal 1 gennaio 1948 (data di entrata in vigore) dopo due anni e mezzo di intensissimo lavoro, l’immenso sforzo e impegno dei padri costituenti che ne è stato della sua applicazione?

 

Via via sempre di più nel tempo è stata disattesa, calpestata, ignorata e resa inattiva!

 

Questo NON VA BENE! No, non va per niente bene!

 

Allora entriamo nel merito. E poi approfondiamo.

 

Scienza, tecnica, paesaggio, reperti storici e opere d’arte sono indicati da questo articolo come beni da promuovere e tutelare. Tuttavia, benché siano tutti manifestazione della cultura, questo articolo li affronta da due prospettive differenti nel primo e nel secondo comma.

 

Promuovere la scienza e la tecnica significa prevedere la libertà di ricerca e di divulgazione; questo primo comma esprime dunque l’esigenza di difendere sia ciò che costituisce una conquista della creatività umana, sia la libertà di parola.

 

E’ rispettato questo primo comma?

 

Con la censura in atto, non solo in Italia ma in quasi tutto il mondo, nelle cosiddette democrazie occidentali in cui noi stessi ci troviamo, affermo senza timore di smentita che la divulgazione scientifica è assolutamente relegata solo e soltanto a quella parte di scienza che è allineata al pensiero unico dei governi e dei media che ad essi rispondono.Tutti gli illustri scienziati e i medici che pur con dimostrazioni, studi e ricerche sono in grado di confutare la direzione assunta dai governi, vengono immediatamente messi a tacere e a volte anche peggio (radiazioni, minacce ..) in aperta violazione dell’ art. 21 che vedremo più avanti.

 

Vogliamo inoltre parlare dei fondi messi a disposizione del comparto ricerca? Ero in fasce quando già se ne parlava come un grande problema! E ancora, vogliamo parlare della fuga di cervelli che segue lo stesso iter?

 

Cose dette e ridette, trite e ritrite che non vale nemmeno la pena di approfondire ma che ai fini di questa analisi, che ha il solo scopo di renderci più consapevoli e più forti, possiamo osservare prendendo piena coscienza dell’ipocrisia che ha perpetuato le condizioni affinché questo primo comma venisse disatteso, ignorato e dimenticato generando così una serie di conseguenze devastanti sull’economia, sul lavoro, sullo sviluppo etc.

 

Quindi: BOCCIATURA COMPLETA.

 

Andiamo al secondo comma:

 

L’Italia è il primo paese al mondo per patrimonio culturale, storico e architettonico che abbiamo il dovere di tutelare e valorizzare in quanto asset fondamentale dell’economia, oltre che di diffondere e condividere con il resto dell’umanità, laddove la spiritualità del mondo occidentale poggia le sue radici nel patrimonio artistico del nostro paese.

 

Rappresenta l’eredità di cui noi oggi beneficiamo, ci ricorda chi siamo, la nostra enorme grandezza, non riconosciuta e troppo spesso bistrattata da noi stessi, fonte insostituibile di bellezza, di ispirazione, di lavoro e di vita. Bene, La Costituzione invita dunque alla TUTELA.

 

Che cosa significa tutela: Dal lat. tutela, der. di tutus, p. pass. di tuēri ‘difendere, proteggere.

 

Ci rendiamo conto di quanto ci sarebbe da fare, di quanto lavoro nuovo si potrebbe offrire, se solo lo Stato ricordasse questo articolo?

 

Bene, gli scempi ambientali che hanno caratterizzato l’edilizia italiana per decenni, l’incuria mostrata verso i reperti artistici straordinari e le opere abbandonate presenti lungo tutta la penisola sono un chiaro esempio di come questo secondo comma sia stato disatteso, mentre hanno preso il sopravvento gli interessi economici personali o di istituzioni locali, la corruzione, l’avidità e l’ignoranza profonda.

 

Questa tendenza si è leggermente invertita man mano che sono sorti una maggiore sensibilità verso l’ambiente e un interesse per l’arte non solo come bene in sé, ma anche come elemento fondamentale per il turismo e quindi per il lavoro e, anche se è iniziato l’abbattimento dei cosiddetti ecomostri che deturpano il paesaggio e la valorizzazione delle ricchezze artistiche italiane, è necessario affermare a gran voce che è assolutamente troppo poco.

 

Ci sarebbe da dare lavoro a migliaia e migliaia di persone su tutta la penisola (nei campi della formazione, architettura, paesaggistica, ingegneristica, comunicazione, ristorazione, servizi ..per non parlare delle tecnologie più avanzate ..) perché quando si parla di paesaggio non si intende solo un particolare ambiente caratterizzato da un eccezionale grado di bellezza, ma l’ambiente in cui l’uomo vive e lavora. La protezione dell’ambiente non deve perseguire finalità astratte ma deve esprimere, secondo una sentenza della Corte costituzionale, “l’esigenza di un habitat naturale nel quale l’uomo vive e agisce e che è necessario alla collettività e, per essa, ai cittadini”.

 

L’Italia potrebbe far partire la sua rinascita solamente applicando questo articolo e tutta l’economia si risolleverebbe in un effetto domino virtuoso! Sappiamo invece, purtroppo, che la volontà di chi siede nelle sedi istituzionali a vario titolo, indirizza prevalentemente le sue mire da tutt’altra parte e non è certo diretta al bene complessivo dei cittadini! (Attenzione: rivedere  definizione OMS già citata in occasione dell’art. 5 della Costituzione di questa analisi).

 

Più noi tutti ne prenderemo coscienza, più le cose saranno per loro stessa natura costrette a cambiare. Abbiamo un potere immenso dimenticato, quindi come vediamo, anche noi abbiamo dimenticato, anche noi abbiamo calpestato i nostri stessi diritti, anche noi abbiamo ignorato persino di avere dei diritti sanciti dall’art.1.

 

  • Quando arriverà il giorno in cui ci sveglieremo smettendo di aderire a qualunque nefandezza dando per scontato che non si possa fare diversamente?
  • Quando smetteremo di tremare di fronte alla propaganda, alle minacce, alle ordinanze comunali (nemmeno nominate nella scala gerarchica delle fonti dove la Costituzione e le leggi costituzionali “vincono” su qualsiasi altro provvedimento)?
  • Quando sapremo unire le forze e fare il primo passo senza aspettare sempre che sia qualcun altro a compierlo?

 

In sintesi quando ci alzeremo in piedi e diremo basta?

 

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International speaker, coach, trainer e autrice, Francesca ha lavorato per molti anni come manager di banche d’affari e conosce a fondo le dinamiche e le sfide del mondo aziendale. Ha lasciato GE Capital nel 2010 per fondare una scuola internazionale di trasformazione dell’Essere, School For Dreamers, con lo scopo di…