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Art. 5 della Costituzione Italiana

Francesca Del Nero

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Art.5 della Costituzione.

 

La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.

 

Non così chiaro in prima battuta come gli articoli che precedono ma ci offre comunque un senso di stabilità, di coordinamento, di regole comuni, di autonomia e di decentramento dei servizi che dipendono dallo Stato. Quei servizi per intenderci come la salute, l’istruzione, i trasporti, la viabilità, lo sport, la cultura… che paghiamo profumatamente con tasse palesi e nascoste, con nomi diversi quali accise, tariffe, bolli …

 

Questa autonomia è, innanzitutto, statutaria in quanto sono liberi di adottare i propri statuti al fine di regolare il proprio operare (v. 123 Cost.). Inoltre, hanno autonomia normativa (art. 117 Cost.), amministrativa (118 Cost.) e finanziaria (119 Cost.). Infine, possono esprimere orientamenti politici propri, cioè diversi da quelli centrali in quanto sono anche dotati di autonomia politica.

 

Diremmo volgarmente, tanta roba!

 

Bene, dunque, il principio autonomista rappresenta una risposta alle tendenze centriste dell’epoca fascista mentre il pluralismo territoriale, ovvero il riconoscimento di centri di potere autonomi, più vicini al cittadino, risponde ad un’ottica di c.d. sussidiarietà verticale.

 

In riferimento alla situazione attuale direi che una semplice e distaccata osservazione ci dimostra che i poteri non vengono esercitati nell’interesse dei cittadini (art. 1 e 2) ma rispondono per lo più a giochi politici che ormai consideriamo normali ma non dovrebbe affatto essere così.

 

Attenzione perché questa frase è importante: Occuparsi degli interessi dei cittadini significa occuparsene in toto e qui, per proseguire nell’analisi, ci viene in aiuto la definizione ufficiale di salute dell’OMS e, per quanto la sua credibilità stia ormai crollando sotto il peso di interessi privati e corruzione dilagante, credo che almeno la definizione che qui riporto risponda a verità: “uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente assenza di malattie o infermità”.

 

Salvo rari casi di eccellenza di sindaci avveduti mi chiedo, ma chi si occupa del benessere mentale e di quello sociale dei cittadini?

 

Come al solito abbiamo scisso le cose, come se il corpo fisico (del quale si pretenderebbe volere la salute) fosse l’unica parte per identificare chi siamo veramente dimenticando, colpevolmente, l’enorme influenza degli aspetti emotivi e principalmente  della paura, madre di tutte le emozioni negative, su quello stesso corpo fisico. (gli studi sulla correlazione tra paura e abbassamento delle difese immunitarie ormai si sprecano!… fate le vostre ricerche!)

 

Allora qui urge riflettere su due aspetti:

 

Il primo, quello riguardante le istituzioni che hanno dei doveri e delle responsabilità nei nostri confronti e che abbiamo visto rimpallarsi, spesso senza ritegno, a spese del popolo italiano, noi tutti quindi!

 

Improvvisamente inoltre 1 anno fa sono saltati fuori comitati tecnici, task force… ben pagati da noi che nel frattempo andiamo sempre più in difficoltà. Quindi delegati dei delegati dei delegati …che tra l’altro non abbiamo mai votato (i primi delegati). Non mi sembra l’articolo 5 preveda questa deresponsabilizzazione poiché questo accade quando si delega qualcun altro! O mi sbaglio?

 

Domanda: in quale modo dunque, sia a livello nazionale che locale, visto che ne hanno i poteri, pensano di contemperare il benessere fisico con quello mentale e sociale se in effetti tutte le restrizioni tendono solo a pensare al benessere fisico dimenticando gli effetti psicologici ed emotivi?

 

Vogliamo parlare della perdita o mancato lavoro, delle sempre più preoccupanti condizioni psicologiche dei bambini, dei giovani (suicidi in aumento del 25%) di tutte quelle famiglie costrette alla convivenza forzata in spazi angusti, delle attività costrette a chiudere o in procinto di farlo magari dopo decenni di lavoro e sacrificio, di tutte le libertà negate ..?

 

E ora siamo passati anche al rinforzo di colore …

 

Non vi irrita nulla di questa che appare un’ennesima beffa?

 

Ora lancio un azzardo! Ma non dovrebbero essere proprio le autorità locali (visto che quelle nazionali sembrano ormai dimentiche persino del minimo buon senso) a sollevarsi e affermare che la Costituzione è completamente inapplicata, che loro non possono fare il loro lavoro e servire i cittadini come magari vorrebbero e dovrebbero?

 

CHE SIA ORMAI DIVENUTO DI MODA LA YES ATTITUDE  COME DICONO GLI ANGLOSASSONI … TUTTI YES MAN SENZA DISCUTERE, SENZA LOTTARE PER I PROPRI CITTADINI?

 

PER FORTUNA QUALCUNO C’È MA POTRANNO FARE LA DIFFERENZA SOLO UNENDOSI E MOLTIPLICANDOSI ALTRIMENTI RIMARRANNO MOSCHE BIANCHE MAGARI PURE ADDITATE PER AVER AVUTO IL CORAGGIO DI DIFENDERE LA COSTITUZIONE.

 

Il secondo aspetto invece riguarda ognuno di noi che io so essere la vera causa visto che nulla può accadere senza il nostro consenso (espresso o implicito).

 

Credo sia ora di ammettere a noi stessi che senza questa ceca obbedienza al pensiero dominante proposto dai main stream media,senza farsi domande, senza fermarsi un attimo a ragionare, senza mettere in discussione e senza attivare quella giusta corretta vigilanza, visto che ormai tutti dovremmo sapere che non possiamo contare su tante brave persone, le cose non sarebbero andate cosi e non si preparerebbero ad andare persino peggio.

 

Ultima domanda: Di quante bastonate abbiamo bisogno per sviluppare l’udito, la vista,i sensi?

 

E’ brutta questa metafora… ma è come quando qualcuno subisce violenza prolungatamente (ahimé spesso accade alle donne) e non si decide a denunciare … per paura. Ancora una volta la paura che regolamenta la nostra vita!

 

Ma la gioia invece? Ma l’armonia invece? Ma la prosperità invece? …

 

Ricordiamo sempre che il potere lo abbiamo noi e non per niente la Costituzione ce lo attribuisce al primo articolo. Per finire, se non sapessi con certezza incrollabile che tutto accade sempre per il meglio, che anche tutto questo serve a spingere le coscienze a svegliarsi, sarei profondamente depressa, invece continuando a lavorare incessantemente su di me, sono felice perché sento che il risveglio si sta espandendo e quanto più velocemente accade tanto più velocemente il nuovo mondo che tutti sogniamo si manifesterà.

 

E’ tempo di svegliarsi e di unirsi per il bene nostro e di tutti.

 

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International speaker, coach, trainer e autrice, Francesca ha lavorato per molti anni come manager di banche d’affari e conosce a fondo le dinamiche e le sfide del mondo aziendale. Ha lasciato GE Capital nel 2010 per fondare una scuola internazionale di trasformazione dell’Essere, School For Dreamers, con lo scopo di…